Il Giornale del Piemonte
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MASSIMILIANO SCIULLO
RETI D'IMPRESA
Gianluca Esposito, direttore generale del ministero: «Le pmi devono crescere» IDEA CHE FUNZIONA Già 350 le «alleanze» in Italia, 29 solo in Piemonte.
Un buon metodo per ottenere credito EFFETTI POSITIVI Internazionalizzazione, suddivisione dei costi di ricerca e scambio di informazioni
La rete d'impresa? È il distretto industriale del terzo Millennio, ma senza il limite della collocazione geografica.
Gianluca Maria Esposito, direttore generale per le Piccole e Medie Imprese e gli enti cooperativi del ministero dello Sviluppo Economico non ha dubbi.
Ospite d'onore al seminario «Successi in rete» organizzato ieri dalla Provincia di
Torino, indica con chiarezza la direzione da seguire, per le pmi che vogliono rispondere alla crisi e tornare a crescere.
«Al giorno d'oggi, la competizione è globale.
Serve internazionalizzare.
Non basta più presidiare il mercato locale, regionale, al massimo nazionale».
Un salto in alto che, però, le piccole aziende non si possono quasi mai permettere: «In Italia ci sono 4,5 milioni di pmi, di cui il 96% ha meno di dieci addetti.
Siamo a livelli di "micro", che se un tempo sono state decisive in termini di flessibilità ed elasticità, ora non sono più in grado di essere competitivi».
Competitività che viene indebolita anche dalla difficoltà di accedere al credito.
«Dal 2008 in poi c'è stata una vera e propria stasi del credito dice Esposito - e anche in questo caso conta molto la dimensione dell'azienda.
Sul mercato globale, senza barriere e con soggetti pubblici e privati a fare da competitor, come può un imprenditore con sei dipendenti non solo esercitare il diritto di partecipare, ma anche solo quello di esistere?».
Dunque è necessario mettersi insieme, allearsi.
Con il Contratto di rete.
«Creato nel 2009 e perfezionato nel 2010, serve a dare una risposta alla crescente domanda di rafforzare la dimensione impresa.
Tre le direzioni: l'internazionalizzazione, come detto, ma anche la possibilità di aumentare, mantenendo la propria indipendenza aziendale, la capacità produttiva, di suddividere i costi dell'innovazione tecnologica, condizione imprescindibile per sfidare Asia, Giappone e non solo e infine, non meno importante lo scambio virtuoso di informazioni.
Una sorta di formazione permanente per l'imprenditore che sa come modellare e regolare il proprio prodotto e il processo per ottenerlo.
Bisogna saper cambiare quotidianamente, come fa la domanda internazionale».
Proprio accanto a questo tipo di benefici si innesta una maggiore bancabilità, ovvero la possibilità di chiedere - e ottenere - credito dalle banche.
«Il credito - dice ancora Esposito - deve nascere da un dialogo quotidiano tra le imprese e gli istituti.
Proprio per questo, sempre nel 2009 abbiamo riformato il Fondo Centrale di Garanzia, strumento potentissimo di politica economica che di fatto garantisce gli istituti che danno credito alle aziende in difficoltà.
Aggiungendo piccole riforme, come l'estensione agli artigiani, lo abbiamo reso il viatico ideale per quello che ritengo sia un cammino di riconversione dell'intero sistema economico».
Vero è, però, che dal 2009 a oggi, la stretta creditizia non sembra essersi allentata, nei confronti delle imprese.
Anzi.
«Il fatto è che in molti casi questo tipo di garanzia è stata usata per clienti già ritenuti sicuri, che avrebbero comunque ricevuto i finanziamenti, invece che destinarli a imprese in difficoltà.
Un danno a tutto il sistema economico».
I numeri, tuttavia, dimostrano che lo strumento vede crescere il suo apprezzamento: «Finora le domande accolte e le garanzie date sono state 202mila, pari a 35,4 miliardi di finanziamenti attivati.
Solo nel 2011 le garanzie concesse sono state 55mila e, nel primo quadrimestre del 2012, addirittura 16.260.
Un trend in crescita evidente».
E cresce, a vista d'occhio, anche il Contratto di rete.
Finora sono 350 le alleanze nate in Italia, che coinvolgono 1900 imprese.
Sono 29 le reti piemontesi, di cui 16 in provincia di
Torino con 53 imprese coinvolte.
Solo da dicembre 2011 a giugno 2012 il ritmo in tutta Italia è stato di 25 Contratti al mese.
«L'interruttore è finalmente scattato - dice Esposito - e adesso l'obiettivo del Ministero è arrivare a quota 500 entro la fine dell'anno.
Secondo quanto riporta il nostro osservatorio, chi entra a far parte di queste alleanze vanta performance superiori alla media, fa più innovazione e migliora il proprio rapporto con le banche».
Entro pochi mesi, inoltre, arriveranno altre novità: «Come ogni anno, abbiamo predisposto la legge per le pmi, dove ci occupiamo anche delle Reti e apportiamo i correttivi che man mano si rendono necessari.
Tra quelli che entreranno in vigore entro il 2012 c'è l'inserimento in queste alleanze anche delle Università, dei centri di ricerca e delle professioni.
Quindi la possibilità di avere un rating delle singole reti, proprio per capirne la bancabilità.
Poi la possibilità di dare una partita Iva a ogni rete e la premialità alle reti che partecipano a gare d'appalto.
A conferma che il nostro impianto funziona, l'Europa ha mutuato l'impostazione italiana per creare il Contratto di rete europeo».
Foto: DIRETTORE GENERALE Gianluca Esposito