Il Sole 24 Ore
Il festival del lavoro.
Il meeting dei consulenti
Mauro Pizzin
BRESCIA.
Dal nostro inviato
Dal tema, centrale, della riforma Fornero ai nodi
occupazionali, passando per il problema esodati, l'allarme sicurezza e la necessità di far decollare quel
lavoro femminile che in Italia ha consistenza numerica lontana dai parametri Ue.
Tanti i temi scandagliati nella prima giornata del Festival del
lavoro, organizzato a Brescia dall'Ordine dei consulenti del
lavoro e che per tre giorni proporrà per la sua terza edizione 50 tra workshop, convegni e dibattiti.
A fare da trait d'union delle prime tavole rotonde la forte criticità espressa dai professionisti, ma anche da numerosi ospiti intervenuti agli incontri, nei confronti dell'operato in materia di
lavoro del Governo Monti, che la prossima settimana sul Ddl Fornero porrà la fiducia.
Il primo attacco è arrivato in sede di presentazione da Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi consulenti del
lavoro, che ha parlato di una «riforma che non soddisfa i sindacati, né noi tecnici perchè fa fare un salto indietro di vent'anni alla disciplina giuslavoristica, introducendo una presunzione di
lavoro dipendente e penalizzando quello autonomo senza centrare l'obiettivo annunciato, ossia facilatare la creazione di nuovi posti di
lavoro».
Concetto ripreso dall'assessore al
Lavoro della Regione Lombardia, Gianni Rossoni, secondo cui nella riforma «si è ceduto al sindacalismo e alla preoccupazione che il
lavoro sia solo quello subordinato, disconoscendo tutto il percorso fatto da Treu a Biagi».
Più inaspettata la stoccata inferta all'esecutivo dal procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, ospite al Festival per parlare di sicurezza.
«Stiamo aspettando veramente che il governo batta un colpo anche su questo tema», ha detto il magistrato, che ha insistito anche sulla necessità di «una procura la quale sia altamente specializzata, che abbia competenze e forze per affrontare i grandi problemi della sicurezza del
lavoro che ci sono nel nostro Paese senza condizionamenti».
Due temi complessi hanno tenuto banco negli incontri del pomeriggio: il nodo esodati e quello della riforma delle professioni, su cui stavolta forti sono stati gli attriti tra gli Ordini e il ministro della Giustizia, Paola Severino.
In materia di esodati a cercare di fare chiarezza sul balletto di cifre che ha riempito nei giorni scorsi le pagine dei giornali è stato il direttore generale per l'attività ispettiva del ministero del
Lavoro, Paolo Pennesi, secondo cui «dal punto di vista tecnico non ci sono numeri sugli esodati sia perchè manca una anagrafe degli accordi aziendali, sia perchè non si sa quanti lavoratori in condizione di poter restare decideranno alla fine di andarsene».
Una proposta risolutiva è giunta, invece, dalla consigliera nazionale di parità, Alessandra Servidori, secondo la quale per questi lavoratori «potrebbero essere presi in considerazione un allungamento dell'indennità di
disoccupazione, degli incentivi per il ricollocamento o il ritardo di un anno della messa in funzione del riordino degli ammortizzatori sociali, con l'Aspi che potrebbe essere spostata dal 2013 al 2014».
La consigliera si è espressa nel corso di un convegno sul
lavoro femminile, emergenza di portata analoga alla
disoccupazione giovanile.
«Si tratta di problemi che devono essere affrontati congiuntamente - ha detto sul punto l'amministratore delegato del Gruppo 24 Ore, Donatella Treu, ospite alla tavola rotonda -.
La vera domanda da porsi è come mai, se sono le studentesse a finire prima gli studi, abbiano invece più difficoltà a entrare poi nel mondo del
lavoro e soprattutto a raggiungere ruoli apicali.
Proprio ricordando le loro difficoltà - ha concluso Treu - credo sia compito delle donne arrivate ai vertici dirigenziali agevolare le colleghe più
giovani».
Per quanto concerne, infine, la riforma delle professioni non ha nascosto il suo sconcerto Marina Calderone, presidente del Cup e del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del
lavoro.
«Siamo in attesa - ha detto - di comprendere il percorso che avrà lo schema di decreto approvato dal Consiglio dei ministri, ma ci saremmo aspettati maggiore attenzione, data la specificità delle 27 leggi professionali.
Il ministro Severino ci aveva detto che avremmo fatto un percorso insieme e noi pensavamo di poter dare un contributo importante».
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HANNO DETTO
Gianfausto Zanoni
Consulente a Desenzano
Negli ammortizzatori sociali si introduce l'Aspi ma si cassa la mobilità, che serve ad aziende e lavoratori
Manuela Maffiotti
Consulente a Biella
«Con la riforma viene meno gran parte della giurisprudenza maturata negli ultimi anni»