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La Regione mette a gara i rami secchi delle ferrovie

La Stampa

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Oggi manifestazione in piazza Castello Alle dieci di questa mattina, molti sindaci del Piemonte manifesteranno insieme a pendolari e ferrovieri per la soppressione delle dodici linee locali cancellate dalla Regione L' assessorato regionale ai Trasporti ha affidato a Scr, la centrale unica per la gestione degli appalti, il bando di gara per la gestione del servizio ferroviario su due rami secchi del collegamento ferroviario, l'Alessandria-Ovada (appena soppressa) e la Novara-Varallo (salvata in extremis).
La giunta Cota chiede ad Scr di effettuare una ricerca di mercato di operatori in grado di gestire servizi low cost integrati e sperimentali.
In queste ore l'assessorato, d'intesa con la presidenza, sta anche valutando la possibilità di mettere a gara la Torre Pellice-Pinerolo.
Non si dovrebbe trattare di un'esplorazione al buio: ci sarebbero già stati contatti informali con operatori internazionali e nazionali con esiti definiti «interessanti».
Non è un caso che l'assessore Barbara Bonino si spinga ad affermare che «con l'autunno ci saranno nuovi operatori in servizio su questi rami ferroviari secchi».
Ma allora perché sopprimere queste linee? «La decisione di toglierle dal contratto di servizio con Trenitalia - spiega - ci permetterà di costruire un modello di trasporto pubblico innovativo aperto alla collaborazione con privati capaci di sperimentare soluzioni più funzionali e meno onerose per il pubblico».
Già, perché la Regione è intenzionata a metterci dei soldi, più o meno la metà di quelli assicurati a Trenitalia.
E cioè due milioni e mezzo/tre sulla Novara Varallo, mezzo milione sull'Alessandria-Ovada.
«L'obiettivo spiega Bonino è di esplorare il mercato per verificare l'interesse di operatori privati in grado di erogare un servizio ferroviario o misto ferro-gomma flessibile».
E per flessibile si intende un servizio «modulato sulle specificità del territorio e della sua utenza».
Sulla Novara-Varallo, al centro delle polemiche politiche perché non è stata cancellata nonostante una corsa serale comporti un costo annuale per passeggero di 37,7 mila euro, ad esempio la Regione è intenzionata a chiedere un orario cadenzato in grado di garantire le coincidenze con Milano e Torino, con un materiale leggero e la sperimentazione nei fine settimane di servizi dedicati ai turisti della montagna.
Richieste analoghe saranno fatte anche per la seconda.
Negli uffici dell'assessorato si spera che il «cadenzamento degli orari e il nuovo materiale rotabile possano portare a un aumento dei passeggeri».
E così la giunta Cota, dopo aver azzerato la liberalizzazione avviata dalla Giunta Bresso rinnovando il contratto di servizio con Trenitalia, punta sulla concorrenza per vincere la sua scommessa.
Bonino spiega: «Ci apriamo al mercato senza negare il ruolo di Trenitalia e senza smettere di lavorare per il miglioramento dei servizi da catalogo».
Ma avremo anche operatori ferroviari nuovi che entreranno nel sistema Tpl ferro grazie alla loro flessibilità e capacità progettuali».
Affermazioni che con ogni probabilità sono i risultati di un'indagine preliminare tra operatori del trasporto.
Nomi? Top secret anche se non è difficile ipotizzare l'interessamento della multinazionale Arriva o della rinnovata compagine societaria che fa capo a Giuseppe Arena che ha fatto ripartire i treni notte verso il sud Italia e che ha la base ad Alessandria.
I CANDIDATI Aziende internazionali come Arriva o nazionali come Arena 37,7 mila euro E' il costo annuale per passeggero di una corsa serale della Novara-Varallo: la tratta è stata salvata dalla forbice della Regione e per questo motivo è stata al centro di polemiche


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