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Il Poli è il più "premiato" d'Italia

La Repubblica (STEFANO PAROLA)

La Repubblica - STEFANO PAROLA

Dal ministero il contributo più consistente tra le università Gilli: "Siamo fra i pochissimi atenei a non perdere nulla rispetto all'anno precedente" Roda: "Abbiamo 3040 milioni in meno rispetto a realtà che sono uguali se non più piccole di noi"
LA "torta" dei finanziamenti pubblici per le università nel 2012 sarà un po' più piccola dell'anno scorso, ma le fette che spettano ai due atenei di Torino saranno invece un po' più grandi.
Perché il ministero ha deciso di attribuire loro un consistente "premio".
Anzi, nel caso del Politecnico si tratta in proporzione del bonus più elevato di tutta Italia.
Detta in altri termini: l'accademia di corso Duca degli Abruzzi è la più meritevole d'Italia.
Da ormai tre anni il ministero distribuisce il Fondo di finanziamento ordinario in modo particolare: c'è una quota "base", che dipende da parametri come il numero di studenti iscritti e di docenti, e poi c'è una quota "premiale", che varia in base ai risultati conseguiti dall'ateneo.
Il Politecnico ha ricevuto il contributo più consistente se parametrato alle sue dimensioni: 124 milioni in tutto, di cui 26 sotto forma di premio.
Significa che quasi il 21 per cento dei finanziamenti che riceve dipende dai propri meriti.
Mentre per la seconda università in graduatoria, il Politecnico di Milano, la quota premiale incide per il 16,7 per cento del totale.
Il rettore del "Poli" torinese, Marco Gilli, è molto soddisfatto: «Siamo andati benissimo anche quest'anno.
Ormai il meccanismo della premialità è al terzo anno di vita, lo stanziamento complessivo per le università italiane si è ridotto anche quest'anno e noi siamo fra i pochissimi atenei d'Italia a non perdere nulla rispetto all'anno precedente».
E poi, spiega Gilli, «il nostro ateneo vale circa l'1,6 per cento sul totale nazionale, ma riusciamo a prendere il 3 per cento delle risorse stanziate a livello nazionale sulla quota premiale.
Tutto questoè dovuto essenzialmente al livello delle nostre attività di ricerca».
Per l'Università del Piemonte orientale il ministero ha invece stanziato 44,4 milioni, tra i quali figurano 6,7 milioni attribuiti come premio, che equivalgono al 15 per cento del totale.
Ma le cose non sono andate male neppure per l'Università di Torino: 247 milioni in tutto, di cui 35 milioni di quota "premiale", per un rapporto del 14 per cento, non troppo lontano da quello registrato dagli atenei più virtuosi.
Si tratta di una cifra complessiva più elevata del previsto: «È difficile stimare la quota di premialità e noi avevamo calcolato un finanziamento complessivo di 245 milioni.
Invece ne sono arrivati due in più», racconta il prorettore Sergio Roda.
Tuttavia, fa notare Roda, «continuiamo ad avere 30-40 milioni in meno sulla quota base rispetto a università che sono uguali se non più piccole di noi, come ad esempio Padova e Milano.
Ciò è dovuto al fatto che per il conteggio il ministero continua a utilizzare una formula creata molti anni fa, quando le condizioni erano assai diverse.
Il problema vale anche per il Politecnico di Torino, ma in maniera minore.
La nostra Università rimane la più penalizzata d'Italia».
Per i conti dell'ateneo di via Po si tratta comunque di una boccata d'ossigeno: «Indubbiamente - dice il braccio destro del rettore Ezio Pelizzetti - l'aver aumentato le risorse statali ci aiuta.
Il fondo di finanziamento ordinario incide per il 35-40 per cento sul nostro bilancio e tra le altre voci quelle che riguardano la ricerca sono in larga diminuzione».

Foto: RETTORI Marco Gilli, rettore del Politecnico, e Sergio Roda, prorettore dell' Università Gli atenei torinesi hanno ottenuto i «premi» più alti



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