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Il laboratorio del Poli non trova gli ingegneri
La Stampa

Il centro europeo studia i segnali elettrici generati dai muscoli Il Lisin ha ricevuto fra l'altro l'incarico dell'Esa di studiare il deterioramento muscolare degli astronauti rimasti a lungo sulle stazioni spaziali e studia anche le patologie che colpiscono i lavoratori ultracinquantenni a seguito di operazioni ripetitive Il professor Roberto Merletti dirige il centro nato nel 1996 al Politecnico Futuro a rischio per il Lisin, il Laboratorio di Ingegneria del sistema neuromuscolare e della riabilitazione motoria, fiore all'occhiello del Dipartimento di Elettronica del Politecnico di Torino. Mancano ingegneri qualificati nel campo dello studio dei segnali elettrici generati dai muscoli per la progettazione di circuiti analogici e digitali, l'elaborazione dei segnali biomedici, e lo sviluppo di software che facciano da ponte tra ricerca di base e ricerca applicata. «Mancano e non si trovano», allarga le braccia il professor Roberto Merletti, responsabile del centro, che dal 1996 a oggi ha ottenuto numerosi finanziamenti attraverso bandi europei e internazionali, e produce almeno dieci pubblicazioni l'anno. E' l'altra faccia della crisi del lavoro: «Borse di dottorato, post-dottorato e contratti a progetto non sono allettanti, senza prospettive certe di un'assunzione, come sono in grado di garantire invece all'estero», osserva Merletti. In altre parole: non si trovano giovani ingegneri disponibili ad accettare «condizioni incerte e nessuna garanzia di lavoro in tempi brevi». Perché fra dottorato, post-dottorato e contratti precari «oggi passano dodici anni prima di poter eventualmente conquistare la stabilità». Dodici anni con uno stipendio che va dai 1000 ai 1400 euro netti massimo al mese. Spazi inadeguati Nel laboratorio del Lisin, relegato in ambienti inadeguati di via Cavalli 22/H, si osservano i muscoli dal punto di vista dell'ingegneria: si studiano e misurano segnali elettrici molto più complessi di quelli del cuore registrati con l'elettrocardiogramma. Ricerche indispensabili alla Medicina dello sport come a quella della riabilitazione. O preziose per comprendere il coinvolgimento dei muscoli nell'incontinenza negli anziani o dopo il parto, ma anche per conoscere a fondo i meccanismi del movimento, valutare l'efficacia di una riabilitazione, o gli esiti della stimolazione elettrica funzionale nei pazienti paraplegici. Il Lisin ha ricevuto fra l'altro l'incarico dell'Agenzia spaziale europea Esa di studiare il deterioramento muscolare degli astronauti rimasti a lungo sulla stazione spaziale internazionale. Mente l'Unione Europea ha affidato a questo Laboratorio alcuni anni fa un progetto da 1 milione e mezzo di euro per indagare nelle patologie che colpiscono i lavoratori ultracinquantenni a seguito di operazioni ripetitive, come l'esposizione ai computer, e uno da 2 milioni per studiare l'incontinenza e le lesioni da parto. Nessuna garanzia «In Bioingegneria - osserva il professor Merletti - c'è molto commercio e meno ricerca. Si producono all'estero cose spesso studiate e create in Italia, e gli ingegneri preferiscono accettare un lavoro nel campo commerciale, dove il posto è più sicuro». Emblematico il fatto che in via Cavalli lavorino da dieci ai quindici ricercatori, nessuno dei quali strutturato, tranne Merletti. «La metà dei nostri studiosi proviene dall' estero, e là tornano, nei loro Paesi d'origine, per portare le conoscenze apprese qui». Alla crisi di «vocazioni» si aggiunge un altro elemento negativo: «Nonostante la crescita media dei voti di laurea, la preparazione degli ingegneri sembra abbassata con la formula del 3+2: l'80 per cento di chi affronta il nostro test d'ingresso non lo supera», sottolinea il professor Merletti. La fuga dei cervelli Sabato scorso Torino ha ospitato il congresso della neonata Società Italiana di Fisioterapia, che ha proprio nel Lisin un punto di riferimento. «Sempre più frequentemente - spiega il dottor Roberto Gatti, vicepresidente della Sif - i fisioterapisti sfruttano l'elettromiografia di superficie per mettere a fuoco l'utilizzo delle conoscenze». Conoscenze e strumenti nati al Lisin sono preziosi nello studio delle patologie del muscolo, del dolore muscolare e dei problemi legati alla coordinazione. «Conoscenze fondamentali prosegue il dottor Gatti - per decidere ad esempio quale percorso terapeutico impostare, seguire o correggere per ogni singolo paziente». La ricerca va verso nuovi sviluppi. Prospettive minacciate però da condizioni di lavoro che non riescono ad attirare nuovi ricercatori, spesso «rubati» - appena maturi - dalle Università straniere. IL PARADOSSO «Dei quindici neo laureati italiani e stranieri nessuno è strutturato» SPAZI INADEGUATI «Parte della struttura è tra i garage di un edificio privato in via Cavalli» marco.accossato@lastampa.it

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