Capannoni e generositàLa Prealpina - Lombardia Oggi
lI capannoni industriali, che hanno fatto il maggior numero di vittime nei terremoti emilianui, sono costruiti senza rispetto delle norme antisismiche e andrebbero tutti adeguati. Lo ha detto Bernardino Chiaia, ordinario di scienza delle costruzioni del
Politecnico di
Torino. Per il
docente è possibile rendere le strutture resistenti a costi contenuti, «il problema è che si sta parlando di capannoni costruiti in zone che, alla progettazione, erano considerate non sismiche. Solo dal 2003 è cambiata la mappa del rischio, ma ci si è concentrati più sugli edifici civili. Ora spero venga fatto un censimento anche di quelli industriali». Se lo augurava qualche giorno fa sulla «Prealpina» anche l'ingegnere varesino Riccardo Aceti, riflettendo sugli eventuali costi e sulla possibilità di introdurre incentivi e detrazioni per adeguare gli edifici di una certa età a determinate scosse. «Il rischio sismico da noi è basso, ma lo era anche in alcune delle zone colpite».
lSettemila aziende agricole colpite, di cui circa duemila gravemente distrutte o da ricostruire, danni per 705 milioni di euro. È di Coldiretti il bilancio provvisorio delle conseguenze del sisma sull'agricoltura. Con una stima di 150 milioni di euro di danni, il sistema del Parmigiano Reggiano è in cima alla classifica dei prodotti più danneggiati, seguito dal Grana Padano che accusa un colpo da 70 milioni di euro, e dall'aceto balsamico che conta perdite per 15 milioni di euro. Una maniera per aiutare queste aziende, in particolare i caseifici, è acquistare il prelibato formaggio caduto a terra che tutti abbiamo visto su stampa e tivù. È un alimento sano e buono, frutto di lungo lavoro, e non deve essere sprecato. Un gruppo di acquisto senza fini di lucro, solo di generosità, si è subito attivato anche a Varese. Chi fosse interessato può connettersi al link «Varese compre il Parmigiano delle zone terremotate» e alla relativa pagina Facebook.
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