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Tav, una scuola per tecnici Il cantiere sarà meta turistica
La Repubblica - FABIO TANZILLI

L'annuncio di Virano all'incontro con studenti e No Tav
UNA scuola professionale per formare gli operai che vorranno essere assunti nel cantiere Tav. E un piano, più suggestivo, per rendere visitabile ai turisti il cantiere. Sono i progetti annunciati nel giorno in cui il vice ministro ai Trasporti, Mario Ciaccia, ha detto da Lussemburgo che «l'Italia è pronta per la ratifica parlamentare dell'accordo sulla linea ferroviaria a giugno, ma potrebbe aspettare settembre, quando sarà pronta anche la Francia». Il presidente dell'Osservatorio Mario Virano ha sottolineato che «a partire dal 2013-2014 abbiamo intenzione di istituire una scuola di formazione per i lavoratori residenti in Valsusa e nel resto del Piemonte, in modo che possano acquisire le competenze tecniche per essere assunti dalle imprese impegnate nella costruzione della Torino-Lione - ha spiegato Virano - sarà la Regione ad occuparsene, per venire incontro alle esigenze delle aziende, che necessitano di tecnici competenti in loco. Garantiremo occupazione». Di queste ed altre proposte si è parlato ieri a Bardonecchia, in un seminario organizzato dall'Istituto Frejus, scuola superiore paritaria di economia aziendale diretta dal professor Giovanni Valentini. Un fatto eccezionale: è stata la prima volta in cui in Valle si è potuto discutere di Tav serenamente insieme agli studenti, avendo come relatore Virano. E soprattutto con la partecipazione, tra il pubblico, di sindaci e amministratori No Tav, come il presidente della Comunità Montana Sandro Plano e il primo cittadino di Sant'Ambrogio, Dario Fracchia.
Un confronto sereno tra posizioni differenti. Tra i relatori, oltre all'economista Giovanni Zanetti e l'ex sottosegretario Mino Giachino, c'era anche il presidente della Provincia Antonio Saitta, che per primo aveva invitato i dirigenti scolastici del territorio a organizzare incontri sulla Tav: «Questa mattina a Bardonecchia si è registrata una lezione di civiltà, si è rotto il fronte No Tav nelle scuole - ha detto Saitta - spero che il prossimo anno scolastico altri dirigenti seguano l'esempio».
Dal canto suo, Plano ha invece rimarcato il «no»: «Vogliamo essere trattati come la Valle d'Aosta - ha detto - più che le grandi infrastrutture, ci interessano le opere locali, i servizi che ancora mancano». E poi il turismo: si sta pensando di trasformare il cantiere della Maddalena in un'attrazione turistica: «Al Gottardo i gruppi organizzati pagano 40 euro il biglietto per visitare il cantiere e il cunicolo - ha detto Virano - vogliamo fare una cosa simile per Chiomonte».

Foto: SUL SITO Tav: notizie sempre aggiornate su torino.
repubblica.it A destra, il cantiere di Chiomonte a sinistra Antonio Saitta con Mario Virano all'incontro con gli studenti



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