Grandi eventi, presto un Polo di formazioneIl Giornale del Piemonte Il Giornale del Piemonte
LA PROPOSTA DI PORCHIETTO
«Creare in Piemonte un polo di formazione su tutto quello che sono i grandi eventi».
È questo l'ambizioso progetto che ha in testa l'assessore regionale al Lavoro, Claudia Porchietto.
In progetto che, come l'esponente della giunta Cota ha raccontato a margine della tavola rotonda su «La flessibilità delle competenze per superare la crisi» all'interno dell Digital Festival delle Ogr di Torino, «sta partendo adesso e metterà intorno allo stesso tavolo enti strumentali di Regione Piemonte e Comune di Torino, insieme a Rai e televisioni private».
«Abbiamo una rete in questo momento non riconosciuta e consolidata di industrie e di competenze professionali - spiega l'assessore - che operano in vari ambiti: l'animazione, la cinematografia, la multimedialità, oltre all'Itis sulla multimedialità che è l'unico autorizzato a livello nazionale dal ministero.
Abbiamo poi uno strumento importante che è il Virtual che ha tutta una serie di caratteristiche che potrebbero farne il nostro polo formativo».
Su questa base «abbiamo aperto un dialogo - sottolinea Porchietto - per capire anche, sia con la televisione pubblica che con quella privata, se c'è l'opportunità di portare qui non solo dei percorsi di formazione specialistica per creare delle nuove figure professionali, ma da qui far nascere nuovamente quella che negli anni passati era un'attrazione del territorio».
Questo «anche per riuscire a mantenere il Centro di produzione della Rai sul territorio piemontese ed eventualmente riuscire a sviluppare anche nuove opportunità nella multimedialità, che è il futuro della televisione».
Un percorso che nelle intenzioni vuole portare alla creazione di un polo di formazione legato anche a tutti gli aspetti dell'organizzazione di eventi, come concerti e manifestazioni, perché «in Italia non c'è una formazione riconosciuta a livello nazionale su tutte queste figure professionali che vanno dai tecnici del suono, dell'audio ai montatori.
Solitamente - con conclude l'assessore - quando parliamo con i grandi service italiani loro le figure le vanno a prendere all'estero, non in Italia, perche' qui le competenze non vengono specificatamente riconosciute».
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