Il Sole 24 Ore
Lo scenario
Il registratore di cassa lascia la scena al telefonino
Umberto Rapetto
Dopo anni di onorato servizio, potremo dire «Addio vecchio registratore di cassa» e dimenticare il tradizionale rumore del cassetto che scorre nel suo alloggiamento per consentire l'inserimento del corrispettivo pagato e la consegna del l'eventuale resto.
La prospettiva, ma si potrebbe ormai dire la realtà, è quella del pagamento invisibile (ma non per questo "indolore" per il titolare del conto su cui la spesa viene addebitata) che avviene a seguito di una sorta di silente dialogo tra la cassa del negozio e il telefono cellulare del cliente.
Una soluzione che richiede solo un adeguamento delle dotazioni dell'esercizio commerciale (e che si traduce nel semplice "upgrade" del misuratore fiscale con un modello più evoluto e caratterizzato da potenzialità wireless ormai diffuse e comuni) e non impone la disponibilità di alcuno strumento particolare a chi vuol pagare senza far ricorso né al denaro contante né alla sempre clonabile carta di credito.
Occorre soltanto la capacità di stabilire un collegamento wi-fi o bluetooth tra chi compra (e paga) e chi vende (e deve incassare).
Per chi è abituato ai moderni smartphone, non stiamo parlando altro che di una applicazione, o "app" che dir si voglia, che trasforma il cellulare in una sorta di valletto pronto a fornire - con una connessione senza fili - tutte le informazioni che identificano tanto la carta di credito abbinata quanto il soggetto che ne è titolare.
Una grande semplificazione che non solo evita al soggetto pagatore di riempirsi le tasche o la borsa di
dispositivi o altre "protesi" per corrispondere la somma dovuta, ma che non comporta l'inevitabile onere di device finora indispensabili per ottenere il codice segreto sincronizzato con qualsivoglia centrale di sicurezza.
Lo stesso telefonino che si adopera per comunicare provvede a tutte le operazioni che in precedenza toccavano in sorte al suo "padrone".
I dati sono trasferiti dall'apparato mobile alla cassa in maniera protetta perché opportunamente criptati con algoritmi e chiavi di certificata robustezza.
Il pagamento viene eseguito - o "processato" come dicono i tecnici - immediatamente ed eventuali problemi di connessione non costringono l'utente a ripetere l'operazione: ci pensa il cellulare a far tutto e portare a termine in maniera corretta il compito affidatogli.
Il cliente riceve - per buona prassi di amministrazione - una e-mail o un messaggio di testo che conferma il buon esito del pagamento.
In alcuni casi il venditore invia una ricevuta (utile ai fini della garanzia) in formato elettronico e completa anche della fotografia del prodotto o del codice a barre presente sulla confezione acquistata (così da evitare la conservazione di scontrini destinati a "cancellarsi" o da scongiurare ogni eventuale contestazione futura).
Non mancano alcune perplessità.
Cosa succede se il telefono viene smarrito o viene abilmente sottratto dal borseggiatore di turno? Qualcuno ammette che il problema non è diverso dal caso di perdita o furto della "normale" carta di credito e sottolinea la necessità di identificare il "portatore".
A questo punto quella celere e discreta dinamica di shake hands, ossia di stretta di mano tra smartphone e Pos, subisce un comprensibile rallentamento.
Servirà comunque l'esibizione di un documento e tutto sembrerà come prima.
Nel frattempo il telefonino - che ha già imparato a scattare foto, ricordare appuntamenti, recapitare posta elettronica e navigare online - si prepara a diventare non solo esecutore di transazioni, ma anche "borsellino digitale".
E la circostanza potrebbe mutare il ruolo anche degli operatori di telecomunicazioni, potenzialmente destinati ad addebitare in bolletta le piccole spese che il proprio cliente fa dando a garanzia l'abbonamento di telefonia mobile.
Vengono affinate le tecniche di autenticazione e si perfezionano le misure di sicurezza, ma solo la
sperimentazione empirica permetterà di scoprire falle e controindicazioni.
La fantasia dei cyber-criminali è fervida ed imprevedibile e si dovrà esser pronti a contrattaccare le prossime immancabili aggressioni.
Colonnello Gdf e docente di sicurezza delle reti all'Università di Genova
umberto@rapetto.it
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Foto: Guerra al contante.
Le piccole spese si pagano con lo smartphone