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L'Espresso (PAOLO CAGNAN)

L'Espresso - PAOLO CAGNAN

Speciale Trentino Hi-tech
L'unica sede europea di Microsoft Research.
Il solo nodo italiano dell'Eit, l'istituto europeo clone del Mit di Boston.
Centri di ricerca all'avanguardia.
Una Silicon Valley all'italiana.
Vicino a Trento

è diventata il simbolo dell'eccellenza trentina in fatto di ricerca e innovazione.
Lo spicchio di una realtà ancora poco conosciuta nel resto d'Italia ma ricca di fermenti, molto diversa dall'immagine stereotipata di un territorio tutto turismo e agricoltura.
A Povo, le strutture universitarie convivono con l'unica sede europea di Microsoft Research e con i laboratori della Fondazione Kessler, mentre si è appena insediato l'unico nodo italiano dell'Istituto europeo per l'innovazione e la tecnologia (Eit), il tentativo europeo di clonare l'esperienza del Mit di Boston e rispondere alla forte espansione dei paesi Brics.
Un colpaccio, ottenuto grazie alla rete "virtuosa" creata negli anni: attrattiva anche all'estero, tanto che di recente una ricercatrice francese di fama, MarieSulla collina sopra Trento c'è una Silicon Valley all'italiana.
Potremmo chiamarla Povo 2.0, dal nome del quartiere dove si è sviluppata già a partire dai primi anni Settanta, quando la Provincia autonoma decise di acquisire gli spazi di un vecchio collegio e cederli all'università per realizzarvi la facoltà di Scienze.
Quarant'anni e molti soldi dopo, Povo Laure Baudet, ha deciso di spendere la sua dote (un milione di dollari) sulle connessioni neuronali del cervello presso il Cibio, il Centro di Biologia Integrata dell'Università di Trento.
Se in Italia gli investimenti nel settore ricerca e sviluppo sono a dir poco sottodimensionati, in Trentino viaggiano anni luce più avanti.
E l'investimento si sta decisamente ripagando.
Diretto da Roberto Saracco, il nodo italiano dell'Eit rappresentato dal consorzio Trento Rise (gli altri sono Berlino, Eindhoven, Helsinki, Stoccolma e Parigi) applicherà il "triangolo della conoscenza" formazione, ricerca e innovazione per le imprese - in tutte le sue declinazioni: dalle città digitali ai sistemi smart per l'energia, salute e benessere, mobilità e trasporti.
«I soldi non bastano, se non c'è una visione e il coraggio di scommettere.
Le nuove tecnologie creano posti di lavoro, noi combattiamo la recessione anche così», dice il governatore Lorenzo Dellai.
Sempre in sinergia: come l'accordo bilaterale Italia-Austria che, benedetto dal ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, dovrebbe consentire agli atenei di Bolzano, Trento e Innsbruck di creare un progetto Erasmus di seconda generazione, tra ricerca e alta formazione.
E un'altra scommessa è il Polo della meccatronica a Rovereto, dove decine di aziende si dedicheranno alla scienza che combina meccanica, elettronica e informatica.
Progetto da 50 milioni di euro, per un parco scientifico che su 20 mila metri quadrati ospiterà imprese, laboratori, università, centri di ricerca e un polo scolastico d'avanguardia.
La parola chiave del progetto coordinato dal Ceo di Dana Italia, Rino Tarolli, è "contaminazione".
Con l'obiettivo, spiega l'assessore provinciale Alessandro Olivi, di creare «un centro di irradiazione dove le aziende potranno sviluppare la parte più innovativa delle loro produzioni».
Già oggi, l'università di Trento e le Fondazioni Fbk e Mach costituiscono un network virtuoso che coniuga ricerca e applicazioni pratiche.
Così, dalla biomedicina alla sensoristica anti-terremoto, dalla domotica alla green economy, qui la ricerca ha i piedi saldamente piantati sul terreno delle applicazioni pratiche.
NUOVE FRONTIERE DELLA "REALTÀ AUMENTATA" Immaginate di passeggiare per una città sconosciuta indossando occhiali speciali, dotati di un software che agisce come uno schermo interattivo.
In sovrimpressione, tutto ciò di cui avete bisogno: mail, mappe interattive, messaggi vocali, sms.
Non è fantascienza, ma "realtà aumentata": Google ne ha già intuito le enormi potenzialità e sta lavorando al prototipo di "Project Glass".
L'Europa, per una volta, non è indietro: il progetto triennale Venturi (3,6 milioni di euro di finanziamento) studia le applicazioni pratiche dell'Augmented reality ed è coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler (Fbk) di Trento, oltre 350 ricercatori nel suo portafoglio.
Come partner, aziende del calibro di Sony Ericsson e istituti come il prestigioso Fraunhofer di Francoforte.
L'obiettivo principale è la creazione di una piattaforma mobile, dotata di sensoristica avanzata e di telecamere.
Tramite giroscopi e accelerometri, sarà possibile interagire con il dispositivo attraverso gesti naturali, senza dover ricorrere a schermi o tastiere.
Una delle applicazioni potrebbe cambiare la vita dei ciechi: un sistema di cuffie non invasive in grado di tradurre le informazioni visive in un flusso di suoni.
Un concetto simile alla realtà aumentata ha ispirato anche il progetto Marmota, che consente agli smartphone di riconoscere i paesaggi inquadrati e di trasmettere in sovrimpressione le informazioni desiderate.
Un'altra applicazione per cellulari d'ultima generazione è Bring the food, destinata da un lato alle organizzazioni umanitarie, dall'altro ai gestori di ristoranti, supermercati e servizi di catering.
L'idea è quella di segnalare le eccedenze di cibo: alimenti che, invece di finire nella spazzatura, possono andare a chi ne ha bisogno.
Presentato ad Atlanta, il sistema è subito piaciuto alle Ong di diversi paesi: i donatori possono segnalare numero di porzioni e scadenza dei cibi in eccesso; i richiedenti visualizzano su una mappa i punti di distribuzione più vicini e prenotano le derrate.
Utilizza gli smartphone e Internet anche il progetto SicurSkiWeb, lanciato la scorsa stagione assieme alla questura di Trento e ai gestori degli impianti di Pampeago e Pinzolo: si tratta di una "piattaforma sperimentale predittiva" che consente di individuare i punti delle piste più rischiosi grazie alla mappatura di ogni incidente.
Si possono collegare condizioni della pista e degli sciatori (esperienza, stanchezza o preparazione presciistica), per cercare i fattori che provocano collisioni, uscite di pista o rovinose cadute.
Il database multimediale di SicurSkiWeb è gestito dal servizio piste della polizia, diventando così uno strumento in più per aumentare la sicurezza.
Sul fronte della domotica, intanto, i progressi si fanno sempre più rapidi.
Finanziato dall'Unione europea con tre milioni e mezzo di euro, il progetto Dirha punta all'utilizzo diffuso della voce come telecomando per gestire la casa: esigenza sentita soprattutto per persone con difficoltà motorie.
Microfoni elettromeccanici digitali di pochi millimetri imparano a distinguere la voce dagli altri rumori di fondo e ad interagire con l'utente, consentendogli ad esempio di regolare la temperatura delle stanze, alzare e abbassare le tapparelle, sintonizzare radio o tv sui propri programmi preferiti, attivare elettrodomestici o far partire segnali d'allarme: senza premere un solo tasto, né preoccuparsi di dove siano collocati i microfoni.
Tre partner industriali italiani assicureranno la concretezza del progetto, la cui naturale conclusione sarà la realizzazione di un prototipo quadrilingue, da testare in diverse case e su utenti reali.
GENETICA PER COMBATTERE IL CANCRO A trent'anni dallo scoppio dell'epidemia di Aids e dopo migliaia di ricerche e decine di farmaci capaci di combatterle la malattia, il virus che la causa, Hiv, è ancora per molti versi un puzzle irrisolto al quale lavorano centinaia di scienziati nel mondo.
Al Centro interdipartimentale di biologia integrata (Cibio) dell'università di Trento, uno studio biomolecolare (nato alla Normale di Pisa e durato sette anni) si è focalizzato sulle difese naturali delle cellule umane.
Risultato, l'individuazione di una proteina cellulare detta Kap1 capace di attaccare l'Hiv dopo la sua entrata nella cellula, impedendogli di replicarsi e quindi di invadere l'organismo del malato provocando l'Aids.
È un passo avanti importante nella comprensione dei meccanismi che rendono questo retrovirus così pericoloso e quindi, anche per la possibilità di mettere a punto nuovi farmaci.
Sempre di infezioni - ma in questo caso da batteri - si occupa un'altra ricerca del Cibio legata alla sanità pubblica.
Le specie capaci di evolversi in ceppi multi-resistenti sono oltre 40: attaccano perlopiù l'apparato respiratorio, il sistema urinario, la cute e il sangue.
Un nuovo approccio che sembra poter essere utilizzato per la messa a punto di nuovi farmaci parte dallo studio dei fattori di virulenza, ovvero i meccanismi utilizzati dal batterio durante il processo infettivo.
Materia interdisciplinare, che coinvolge biologi e matematici: a Trento è stato avviato un progetto di "modellizzazione matematica" che studia la diffusione dei batteri patogeni in ambiente ospedaliero.
E questo perché, com'è ampiamente dimostrato, l'8 per cento dei pazienti ricoverati contrae un'infezione durante il soggiorno in una struttura sanitaria.
In materia di ricerca contro il cancro: gli scienziati della Fondazione Mach hanno isolato un principio attivo presente nella fragola che sembra avere, in vitro, potenzialità anttitumorali.
Non solo: un altro studio del Cibio con la Cornell University ha portato all'individuazione di una mutazione genetica, ritenuta responsabile di predisporre al cancro della prostata.
La predisposizione familiare è un importante fattore di rischio: esaminando oltre 1.900 campioni di sangue, la ricerca ha identificato due geni che contribuirebbero all'insorgere del tumore alla prostata in forme molto aggressive.
«Scoprire che variazioni della quantità di Dna all'interno del genoma umano svolgono un ruolo-chiave nello sviluppo e nella progressione del cancro potrebbe aprire nuove strade nella prevenzione in altri tipi di tumori», spiega Francesca Demichelis.
A Rovereto, invece, uno studio sull'autismo condotto dal Paola Venuti del Dipartimento di scienze della cognizione e della formazione ha rivelato due nuovi indicatori precoci della malattia: il pianto e la postura.
Detto che sul più grave disturbo dello sviluppo sappiamo ancora poco (non sono stati individuati, ad esempio, i marker biologici), l'incrocio tra psicologia osservativa, neuroscienze e genetica sta dando alcuni frutti.
Nei laboratori di Rovereto, divenuti un punto di riferimento nazionale per scuole e famiglie, si è osservato come il pianto dei bambini autistici sia caratteristico: più breve, simile a un lamento continuo, che generalmente provoca nei genitori - ignari- «reazioni negative più che azioni di conforto».
Il secondo segnale premonitore è quello delle asimmetrie del movimento: nello giacere a cinque mesi e nella postura a sedere a nove mesi.
Due fattori utili a migliorare lo screening dei pediatri e la costruzione di reti sociali di supporto ai genitori che sperimentano il fallimento dell'"intuitive parenting", ovvero la modalità geneticamente determinata di entrare in contatto con il proprio figlio.
GREEN BUILDING ANTI-TERREMOTI Prevedere i terremoti non è ancora possibile: minimizzarne gli effetti, sì.
All'Aquila, dopo il sisma del 2009, 4 mila ingegneri hanno trascorso due mesi a ispezionare gli edifici danneggiati, per valutarne l'agibilità.
Tempi e costi si sarebbero certo abbattuti, se fosse stato disponibile il sistema di microsensori wireless miniaturizzati elaborato dalla facoltà d'Ingegneria dell'università di Trento: incorporati nelle strutture di un edificio (pilastri, travi, solai), forniscono informazioni accurate sullo stato fisico delle costruzioni in cemento armato: deformazioni, spostamenti, temperature.
Semplici barrette di silicone che, "immerse" nelle colonne di calcestruzzo durante la costruzione di un edificio, comunicano la situazione post-sisma a una centrale operativa: così, anche edifici danneggiati ma rimasti sostanzialmente in piedi si rivelano a rischio di crollo imminente.
Anche l'edilizia sostenibile può giocare un ruolo di primo piano: gli edifici in legno - lo sanno bene in Giappone - sono molto più sicuri.
Così, network d'imprese come Chi Quadrato coinvolte in un vasto progetto di ricerca e start-up come Timber Tech cercano di coniugare le nuove tendenze del "green building" con la diffusione di una cultura abitativa che vede nel legno un moderno ritorno all'antico.
Terremoti, ma non solo.
Le disastrose inondazioni degli ultimi anni (Marche, Veneto, Liguria) hanno causato danni ingentissimi, ma le politiche di prevenzione dei dissesti idrogeologici sono in grave ritardo.
Il copione è sempre lo stesso: avviene il disastro, scoppia la polemica, impazza lo scaricabarile e poi tutto torna al punto di partenza.
Intanto, però, la tecnologia offre strumenti sempre più sofisticati per la mappatura dei territori.
L'università di Trento ha creato Sim Idra, uno spin-off pronto a commercializzare un software per la simulazione di colate detritiche e alluvioni particolarmente violente, «basato su modelli matematici più avanzati rispetto a quelli dei prodotti concorrenti» e destinato ad amministrazioni pubbliche e professionisti.
Obiettivo, l'individuazione del rischio potenziale, prima che eventi catastrofici rilancino il "mantra postumo" della mancata prevenzione.
VIRTÙ DEL SILICIO Molte, infine, le sperimentazioni sui materiali: università e Fbk sono partner del progetto europeo Lima per migliorare il rendimento energetico dei pannelli fotovoltaici, attraverso l'impiego di nanofotonica d'avanguardia.
La maggior parte delle celle è realizzata in silicio cristallino: materiale sul quale si è concentrata un'altra ricerca che ne ha svelato nuove proprietà.
Sorgenti di luce e interruttori ottici potranno costare meno grazie all'utilizzo del silicio che, deformato su scala microscopica, ha rivelato nuove possibilità d'utilizzo.
Ultima chicca, lo studio della biomimesi da parte del Centro interdipartimentale in tecnologie biomediche.
Ovvero, come imparare dalla natura.
Il profilo del treno superveloce giapponese a forma di becco d'uccello, le vernici che riproducono la morfologia della foglia di loto, la seta di lepidotteri e ragni che consente di creare matrici per la rigenerazione della pelle dopo grandi ustioni.
A Trento si lavora in particolare sull'ingegneria dei tessuti.
Del resto, lo diceva Leonardo da Vinci: «Nelle invenzioni della natura, nulla manca e nulla è superfluo».

Impresa giovane


Classifica dell'lndice Confartigianato del Lavoro e dell'lmprenditorialità giovanile (Anno 2011) Prov.
Aut.
Trento Lombardia Emilia-Romagna Veneto Umbria Marche Toscana Friuli V.
G.
Piemonte Valle-d'Aosta Prov.
Aut.
Bolzano Lazio Liguria Abruzzo Puglia Basilicata Molise Sardegna Calabria Campania Sicilia L'indice misura la capacità di ciascuna regione di creare per i giovani il miglior contesto per fare impresa,sulla base di 31 indicatori.
È compreso tra i valori 100 (il contesto peggiore) e 1.000 (il migliore)

Foto: NELLA FACOLTÀ DI BIOLOGIA, ALL'UNIVERSITÀ DI TRENTO.
IN ALTO: IL PROGETTO EUROPEO MEMSCON, NEL LABORATORIO SISMICO A MESIANO


Foto: CARLO STRAPPARAVA.
A DESTRA: LA LIBRERIA CENTRALE DELL'UNIVERSITÀ DI TRENTO.
IN BASSO: IL PROGETTO DEL POLO DELLA MECCATRONICA A ROVERETO


Foto: IL CENTRO DI ROVERETO PER CURARE I BAMBINI AUTISTICI È UN PUNTO DI RIFERIMENTO NAZIONALE


Foto: I VITIGNI DI CAVIT A RAVINA DI TRENTO.
NELL'ALTRA PAGINA: LA FACOLTÀ DI INGEGNERIA IDRAULICA DELL'UNIVERSITÀ DI TRENTO


Foto: PROGETTO BIOMIMESI: QUANDO LA SCIENZA IMPARA DALLA NATURA I LABORATORI DEL GRUPPO DI MECCATRONICA, UNIVERSITÀ DI TRENTO



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