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Graduatoria nazionale vantaggi a costo zero

La Stampa ([S. RIZ.])

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I punteggi per entrare
Con tanti candidati per pochi posti, conta sempre di più scegliere bene anche in quale città provare l'esame di ammissione.
Lo dimostrano le statistiche del progetto Sostest dell'Università di Cagliari: l'anno scorso, per entrare a medicina a Milano servivano 49 punti su 80.
Più di 48 erano richiesti anche a Padova, Verona e Trieste.
Al contrario, a Messina bastava fare 40,25 e nell'Università del Molise e a Napoli II si passava con 40,75.
«Una forbice notevole», osserva Stefano Blanco, direttore generale della Fondazione Collegio delle Università Milanesi.
«Così negli atenei dove il livello è stato più alto, sono rimasti esclusi studenti che sarebbero stati comodamente ammessi altrove.
Per questo sono convinto che si debba istituire una graduatoria nazionale, come avviene in altri Paesi».
«Sarebbe una riforma a costo zero», spiega Blanco, «e con la graduatoria unica gli studenti sarebbero messi tutti sullo stesso piano: un modo in più per valorizzare il merito.
E poi, visto che i migliori potrebbero scegliere dove studiare, il sistema funzionerebbe anche per creare un po' di sana competizione tra le università.
A patto però di rendere più efficace anche il sistema delle borse di studio, che deve sostenere chi vuole o si deve spostare per studiare».


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