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Meno vincoli su partite Iva e contratti temporanei

Il Messaggero (LUCA CIFONI)

Il Messaggero - LUCA CIFONI

Primo sì del Senato alla riforma Delega al governo sulla partecipazione dei lavoratori agli utili dell'impresa
Ordine del giorno: parità salariale uomo-donna nel 2016 Taglio più leggero per la deduzione sugli affitti:scenderà dal 15 al 7%
ROMA K Con qualche ora di ritardo sulla tabella di marcia e alcuni aggiustamenti dell'ultimo minuto, il disegno di legge sul mercato del lavoro è stato approvato in commissione al Senato ed è i m m e d i a t a mente passato all'esame dell'aula.
Insieme al testo è stato approvato un ordine del giorno che pone come obiettivo la parità salariale tra uomini e donne entro il 2016.
Elsa Fornero, soddisfatta del passo avanti sulla riforma, che giudica «molto equilibrata», si prepara intanto ad emanare il decreto sul delicato tema dei lavoratori esodati, in cui verrà confermata l'impostazione prudente: lasciapassare per 65 mila persone incappate nella riforma previdenziale ed incluse nelle categorie a suo tempo previste dal governo, per un impegno finanziario nel corso degli anni di oltre 5 miliardi.
Rispetto alla versione originaria del disegno di legge le correzioni operate dal Senato, con la regia dei relatori Castro e Treu, rendono meno difficile il ricorso alla flessibilità in entrata, ossia alle assunzioni con forme contrattuali atipiche: in questo senso la commissione Lavoro di Palazzo Madama è venuta incontro, almeno parzialmente, alle obiezioni giunte dal mondo delle imprese.
L'aspetto più contestato era la stretta sulle partite Iva, decisa dal governo con la volontà dichiarata di scoraggiarne l'uso fittizio, in sostituzione dell'occupazione dipendente.
I vincoli, giudicati troppo rigidi, sono stati allentati.
In particolare è stato stabilito che la durata della collaborazione non debba superare gli otto mesi (invece degli originari sei).
C'è anche un parametro quantitativo minimo, corrispondente a circa 18 mila euro, al di sopra del quale la partita Iva sarà considerata non finta.
Altre novità degli ultimi giorni riguardano i lavoratori parasubordinati.
Il loro salario base sarà ancorato anche ai contratti nazionali dei lavoratori dipendenti oltre che alle tariffe minime degli autonomi.
Inoltre, sempre per questa categoria, è stata rafforzata l'una tantum in caso di perdita del posto di lavoro: l'indennità potrà arrivare a 6 mila euro.
È stato rivisto poi l'assetto dei contratti a termine, anche in questo caso in direzione di una minore rigidità.
Infatti la prima volta in cui si farà ricorso a questa forma di assunzione non sarà necessario specificare la causale e la durata potrà essere di un anno contro i precedenti sei mesi.
Sono state ridotte le pause obbligatorie tra un contratto e l'altro.
Sull'articolo 18, ovvero la flessibilità in uscita, le modifiche sono state alla fine limitate: è stato precisato che in caso di licenziamento disciplinare il riferimento per il giudice è ai contratti collettivi di lavoro invece che alla legge.
Inoltre in caso di malattia non si interromperà la procedura per la conciliazione.
Uno degli ultimi nodi è stato l'utilizzo dei voucher (buoni per il pagamento di contributi) in agricoltura.
Vi potranno fare ricorso le aziende con fatturato inferiore a 7.000 euro, e al di sopra di questo limite la procedura sarà possibile solo per studenti o pensionati.
In materia di lavoro a chiamata (job on call) la segnalazione alla direzione territoriale del ministero del Lavoro da parte del datore di lavoro potrà essere fatta per fax, sms o posta elettronica certificata.
Infine una novità di ieri è l'emendamento che delega al governo la questione della partecipazione dei lavoratori agli utili dell'impresa ed ai consigli di vigilanza, sul modello tedesco.
Sul fronte delle coperture, è stato depotenziato il taglio della deduzione forfettaria sugli affitti, che serve a finanziare le nuove tutele: scenderà dal 15 al 7 per cento, invece che al 5.
Oltre agli articoli, la commissione ha approvato con il parere favorevole del governo un ordine del giorno (che quindi non ha valore di legge) con il quale impegna il governo a definire «misure concrete volte a conseguire entro il 31 dicembre 2016 il definitivo superamento per ciascun settore lavorativo del divario retributivo tra uomini e donne».

I contenuti

CO.CO.PRO PARTITE IVA JOB ON CALL PARASUBORDINATI ART.
18 - CONCILIAZIONE Arrivano misure "antifrode" per garantire l'efficacia delle norme Si rafforza l'attuale una tantum.
Per esempio se si lavora 6 mesi come co.co.pro si prenderanno circa 6.000 euro BONUS PRODUTTIVITÀ CONTRATTI A TERMINE LAVORATORI-IMPRESA I giudici possono stabilire il reintegro del lavoratore solo nelle tipizzazioni previste dai contratti VOUCHER AGRICOLTURA ART.
18 - LICENZIAMENTI La durata del primo contratto sale da 6 mesi a un anno.
Si accorciano le pause fra un contratto a tempo e l'altro I lavoratori potrebbero presto partecipare agli utili e al capitale delle imprese, ed essere anche componenti dei Consigli di sorveglianza Arriva una sorta di "salario base" stabilito sulla base delle retribuzioni fissate dai contratti collettivi Per attivare il lavoro a chiamata basterà inviare un sms alla direzione provinciale del lavoro.
Nessuna restrizione per gli under 25 e gli over 55 Sono considerate vere solo quelle che hanno un reddito annuo lordo di almeno 18mila euro.
La collaborazione non deve superare gli 8 mesi Nelle aziende con fatturato sotto i 7.000 euro Confermati gli sgravi contributivi introdotti in via sperimentale per il triennio 2008-2010.
Le risorse previste e già in bilancio sono pari a 650 milioni Il ddl lavoro approvato in commissione al Senato


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