La Repubblica
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(d.
lon.)
Fim: Marchionne riveda le strategie.
Uilm: nessuno compra vetture Stop tre giorni a giugno e a luglio Non accadeva dal 2003, l'anno della grande crisi
LUCE spenta per sei giorni nella palazzina uffici di Mirafiori.
Sei giorni di stop per tutti i colletti bianchi e gli operai degli Enti Centrali: 5.400 persone che rimarranno a casa.
Non succede da anni che gli impiegati, tutti insieme, vengano lasciati a casa dal Lingotto.
Fino ad oggi la cassa ha interessato i 5 mila operai delle Carrozzerie dello stabilimento di corso Agnelli.
Ora tocca anche la testa del "fabbricone", dove i lavori per l'allestimento delle nuove linee per far scattare la produzione del piccolo Suv si sono fermati.
Alla fine del prossimo anno il modello dovrebbe uscire, ma c'è chi nello stabilimento, dopo l'annuncio della cassa per gli impiegati, teme un nuovo slittamento per la prima vettura in programma.
Lo stop comunicato da
Fiat riguarda il 14, 15 e 21 giugno, e il 12, 13 e 19 luglio.
Altri fermi erano già programmati per il 22 giugno e il 20 luglio, quando però lo stabilimento resterà chiuso utilizzando i permessi personali dei lavoratori.
«È una pessima notizia: vuol dire che anche a livello della testa di
Fiat ci sono forti problemi», commenta Edi Lazzi, responsabile V lega della Fiom.
«I timori sull'indebolimento dell'azienda e il disimpegno dal Paese cominciano drammaticamente ad assumere una forma concreta.
Ci auguriamo che la città, le istituzioni e le forze sociali non voltino ancora lo sguardo da altre parti minimizzando ciò che sta accadendo».
Anche la Fim, sindacato che ha firmato il contratto
Fiat e che è in fabbrica, non minimizza: «Era una notizia attesa - dice - ci preoccupa e credo che sia dovuta al fatto che non facendo uscire nuovi modelli gli ingegneri e i tecnici non sono occupati sullo sviluppo delle piattaforme.
Forse Marchionne dovrebbe rivedere le proprie strategie.
Lo diciamo da tempo, ma da parte del Lingotto non abbiamo ancora percepito un cambio di rotta.E sul rispetto dei tempi dei modelli vigileremo».
Controcorrente Maurizio Peverati, segretario della Uilm: «Dipende dalla situazione del mercato, che non è delle migliori per usare un eufemismo.
Se non ci sono soldi da spendere di certo non si acquistano auto».
E provare a fare uscire comunque i nuovi modelli? «Sarebbero bruciati, dopo tre mesi sono già vecchi.
Poi noi siamo italiani e compriamo le macchine straniere».
La cassa è un segnale del fatto che la testa del gruppo sia in bilico a favore di Detroit e della Chrysler: «Secondo me no, non è preoccupante perché Detroit ha il suo mercatoe la sua valenza.
Negli Stati Uniti l'economia è in ripresa rispetto all'Europa e rispetto all'Italia».
Foto: AMMINISTRATORE Per i sindacati l'ad Sergio Marchionne deve rivedere le strategie e dare più informazioni
Foto: I numeri
Foto: 11.000
Foto: dipendenti Mirafiori
Foto: 5.000
Foto: gli addetti delle Carrozzerie
Foto: 5.400
Foto: gli addetti degli Enti Centrali di cui
Foto: 4.700 impiegati
Foto: 700 operai
Foto: 600 altri reparti