Il Sole 24 Ore
Schneider electric.
Obiettivo: ottimizzare gli spazi
NELLA PACKAGING VALLEY Bologna è stata scelta dal colosso transalpino come sede del suo nuovo centro di competenza dell'automazione
Vincenzo Del Giudice
Un nuovo motore con azionamento integrato, che evita la duplicazione dei quadri elettrici lungo la linea produttiva (uno per gli azionamenti e uno per la parte di controllo).
Risultato: più integrazione, meno cavi, spazio e manutenzione risparmiati.
È questa una delle novità tecnologiche che Schneider Electric porta alla fiera Sps /Ipc/Drives/Italia.
Una soluzione scelta in Italia dalla Omag, che a Gabicce mare (Pesaro e Urbino) produce le macchine confezionatrici per colossi come Kraft, Nestlè, Ferrero, Unilever, Bayer, Novartis.
Schneider Electric (quasi 20 miliardi di fatturato e 110mila dipendenti, 2.750 dei quali nei sette siti produttivi in Italia) si presenta all'appuntamento di Parma da leader dell'
innovazione per l'industria di processo e i costruttori di macchinechine, come la sua cliente Omag.
Non solo hardware: in vetrina anche l'
architettura di controllo MachineStruxture e la suite software SoMachine, un unico ambiente di programmazione per tutti i sistemi di controllo presenti in una macchina.
L'offerta del colosso transalpino nei confronti dei costruttori di macchine è dedicata essenzialmente a quattro settori: imballaggio, movimentazione, sistemi di sollevamento, riscaldamento e condizionamento dell'aria.
Il fil rouge dell'offerta è l'attenzione all'efficienza energetica, tema sempre più importante in epoca di prezzi elevati dei combustibili fossili.
«Il nostro approccio integrato alla distribuzione elettrica e all'automazione industriale favorisce un impiego efficiente dell'energia», spiega Oscar Milanese, marketing manager Industry della società in Italia.
L'efficienza energetica è perseguita anche con l'integrazione hardware e software delle soluzioni proposte.
Un obiettivo importante per l'industria manifatturiera italiana, potenziale cliente della multinazionale, sempre più energivora e stremata dagli alti costi delle bollette.
«Le aziende del settore industriale oggi devono affrontare numerose sfide, quali la crescente pressione competitiva, la volatilità dell'economia, il rispetto di normative sempre più stringenti, il costo elevato dei materiali - racconta Milanese -.
Per battersi in questo nuovo contesto, le
tecnologie sono fondamentali per abbattere i costi e prendere decisioni operative sulla base di informazioni tempestive.
L'
architettura PlantStruxure abbatte le barriere fra i diversi punti di raccolta delle informazioni».
Grande l'attenzione per il mercato italiano e l'Emilia Romagna (con la sua packaging valley) in particolare.
«Per questo motivo, a marzo abbiamo inaugurato a Bologna il nostro polo di competenza tecnologica dedicato a tutte le soluzioni per l'automazione delle macchine industriali», racconta Milanese.
In quest'ottica si inquadra anche la partecipazione, come membro fondatore, alla fiera Sps/Ipc/Drives voluta da Messe Frankfurt.
Quindi, siamo davanti a una società francese che partecipa a una fiera creata da tedeschi per vendere agli italiani soluzioni hi-tech per il manifatturiero.
La crisi, in questo settore, si vede poco.
Per fortuna.
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Foto: Marketing.
Oscar Milanese
Foto: Per Big pharma.
La Omag produce bustinatrici con tecnologie Schneider