La Stampa
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[TEO.CHI.]
ORDINE PUBBLICO LA NUOVA EMERGENZA
E il ministro annuncia: "Non verranno schierati ulteriori militari, ma ci sarà una razionalizzazione" Il movimento protesta Poi il ministero precisa: «La frase non è legata al rischio terrorismo»
DALL'INVIATO A GENOVA Da un lato ribadisce che intende utilizzare l'esercito in chiave antiterrorismo dopo il ferimento del manager dell'Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi.
Dall'altro precisa che non ci sarà un incremento dei militari impiegati in questa funzione, ma che verranno utilizzati «quelli che già ci sono, con una razionalizzazione».
Il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, sostiene di «avere idee chiarissime», sul nuovo piano anti terrorismo che giovedì dovrebbe essere varato dal Comitato nazionale per la sicurezza, ma di non poter per ora sbilanciarsi.
Ma, soprattutto, il ministro fa un'affermazione inquietante: «La madre di tutte le preoccupazioni è la Tav - spiega - lavoreremo anche per il
Piemonte».
Non solo: «Tutte le Prefetture si sono attrezzate e si stanno organizzando.
Giovedì faremo un'assemblea generale, ma non lanciamo allarmi per situazioni emergenziali».
Parole che fanno infuriare esponenti del movimento No Tav come il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero: «Le espressioni del ministro dell'Interno Cancellieri sono vergognose: la Val di Susa non è un problema di ordine pubblico e nulla ha a che fare con il terrorismo.
I No Tav dicono da sempre "no" a ogni forma di violenza».
Di fronte alle proteste, il Viminale è costretto a precisare.
La frase del ministro, spiega una nota del ministero diramata qualche ora dopo, «non è legata al rischio terrorismo, ma alle preoccupazioni relative alle opere da realizzare per l'alta velocità
Torino-Lione, alle esigenze delle comunità locali e ai problemi di ordine pubblico».
Fin qui le polemiche No Tav.
Anche sull'utilizzo dell'esercito, però, la Cancellieri raccoglie critiche.
«Penso che il ministro contro il terrorismo riproponga una strada che abbiamo già visto: l'esercito - ribatte da Genova il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso -.
Capisco la sua preoccupazione, credo però che la vera necessità del Paese sia avere un'intelligence che funzioni».
E ancora: «Serve una capacità di indagine rispetto al fenomeno terroristico.
Il problema é ricostruire una capacità di indagine e prevenzione, non l'esercito».
Un tasto sul quale batte, sempre da Genova, pure il suo predecessore, Guglielmo Epifani, oggi presidente della Fondazione Trentin.
«Non è possibile che da nove anni la Federazione Anarchica Informale mandi bombe, plichi postali, colpisca persone e non si sia venuti a capo di nulla».
Non solo: «Ognuno deve fare la sua parte per sradicare un simile fenomeno.
Il volantino della Fai sembrerebbe parlare dall'esterno del mondo del lavoro, ma c'é il rischio di idee di emulazione, perciò il terrorismo va sradicato prima possibile».
Intanto il comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza del capoluogo ligure, riunito dal prefetto Francesco Musolino, prende le prime misure di tutela e prevenzione dopo aver ascoltato il responsabile della sicurezza di Finmeccanica.
Una trentina i dirigenti del gruppo operanti nella
regione e considerati «obiettivi sensibili».
Al termine della riunione il prefetto parla di un possibile impiego dell'esercito, già presente a Genova per la sicurezza cittadina con un contingente di alpini, e della tutela a «enti sensibili» come Equitalia.
Verranno inoltre messi sotto protezione alcuni docenti dell'Università che per la loro specializzazione potrebbero entrare nel mirino degli attentatori.
Ma non è finita.
Giovedì pomeriggio la Genova democratica si ritroverà in piazza De Ferrari, la stessa piazza dove un milione di persone, con il presidente Sandro Pertini in testa, diede l'ultimo saluto a Guido Rossa.
In un documento congiunto firmato dal presidente della
Regione Liguria, Claudio Burlando, dal sindaco, Marta Vincenzi e dal Commissario della Provincia, Piero Fossati, si invitano «i rappresentanti di istituzioni, categorie, associazioni, forze sociali, imprenditoriali e politiche, i cittadini tutti a partecipare alla manifestazione unitaria».
Ancora una volta, dal cuore di Genova, un «no» chiaro e forte al terrorismo.
Foto: I due fronti
Foto: Manifestanti No Tav e agenti in assetto anti-sommessa al cantiere della Tav in Val di Susa