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Tre computer sul ring Vince il più vecchio
La Stampa

Quello di Marco Boglione, acquistato da Christie's per 156 mila euro, è tornato in vita giusto un anno fa in questa stessa aula dopo un lungo restauro. È solo una scheda, senza nemmeno lo chassis esterno, così, alla bilancia prima del match, stravince: appena 800 grammi, che poi, con tutti gli accessori, diventano 8 kg. L'Amstrad Cpc è una tastiera nera e un monitor a fosfori verdi; all'epoca si batteva contro il Commodore. Dopo gli italiani e gli americani, sul ring rappresenta la terza via all'informatica: arriva infatti dall'Inghilterra. Il match è articolato in tre round. Il primo è di pura matematica: moltiplicazione e calcolo dei numeri primi. L'Amstrad è il più potente e vince (salvo poi bloccarsi per un errore di programmazione), la Perottina non si scompone e stampa tutti i risultati in un paio di minuti. L'Apple 1 getta (letteralmente) la spugna: non può gestire calcoli così complessi. La macchina più vecchia vince sulla più giovane. «La lezione - commenta Marco Boglione - è che non è necessario un prodotto perfetto per arrivare al successo. Serve una visione: così Steve Jobs ha sfidato i grandi dell'informatica e in un garage ha costruito l'azienda che oggi vale di più al mondo». Secondo round: un gioco di dadi. La sfida è qui tra il pubblico e i computer. Bene Olivetti e Amstrad, ma l'Apple 2 è sorpreso a barare e squalificato. Nel terzo round ogni apparecchio deve mostrare il meglio: ammortamenti di mutui ed equazioni per la Programma 101, un fiore stilizzato con una musica da videogioco per l'Amstrad. Ci impiega un minuto, ma per Vittorio Marchis, docente di Storia e delle Tecniche al Politecnico, è una vittoria: è il segno di una macchina che è capace di innovare e insieme di divertire. L'Apple 1 si produce in una specie di slot machine senza grafica né suono. Il giudizio finale è affidato al pubblico di studenti e curiosi. Tifo da stadio per Olivetti, applausi per Apple, un battimani di cortesia per Amstrad. I guantoni del vincitore vanno a Gastone Garziera, storico collaboratore di Perotto. E chissà che non arrivi presto anche una laurea honoris causa per lui e la sua squadra, a riconoscimento del contributo che hanno dato alla storia dell'informatica. Perché la Perottina il match più importante lo aveva già vinto 47 anni fa: è stato il primo personal sul mercato. lastampa.it/ruffilli

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