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E ora priorità all'orientamento

ItaliaOggi

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La direttiva della direzione dello studente, al via il monitoraggio sui piani regionali
Il 40% dei ragazzi si pente della scelta fatta alle superiori
Tornare a funzionare da ascensore sociale, per farlo la scuola deve scommettere sull'orientamento.
Per questo si punta sulle reti.
Si tratta di alcuni dei passaggi salienti della circolare 29/1012 inviata ai direttori regionali dal neodirettore per lo studente, Giovanna Boda.
La circolare, recante il monitoraggio dei piani regionali per l'orientamento, previsti dalla strategia varata nel 2009 per l'orientamento lungo tutto l'arco della vita, è importante anche per l'addentellato alla riforma dell'autonomia scolastica e soprattutto per il riferimento alle reti di scuole all'indomani della conversione in legge del dl semplificazione.Pof e autonomia scolastica Leggere, scrivere e far di conto, sì, ma che serva, spiega l'estensore della circolare, ad educare studenti a diventare ricercatori, ad imparare ad apprendere e ad orientarsi nella miriade di informazioni e saperi della società della conoscenza, per «affrontare la mobilità senza traumi, di cambiare in base alle richieste del mercato e della società, di rientrare in formazione per acquisire nuove competenze in linea con i nuovi bisogni».
Si tratta di un processo che si sviluppa «solo con un legame forte al curricolo» e non solo, spiegano dal miur, di un'operazione di informazione concomitante "con fasi di scelta e di decisioni da parte dello studente".
Per questo serve organizzazione.
Al miur interessa sapere come le regioni si sono attivate per oliare gli ingranaggi territoriali e l'interfaccia con le scuole.
La circolare si sofferma in particolare sulle reti interistituzionali ex art.
7 d.p.r.
275/99.
Esse evidentemente assumono un ruolo strategico, dopo che, con la soppressione dei distretti scolastici, si è creato un vuoto organizzativo nel territorio che non consente alle scuole di collegarsi con tutti gli enti e i soggetti in grado di sostenerla nei progetti di vita degli studenti e nella ricerca delle migliori opportunità di transizione verso i gradi superiori dell'istruzione.
Si tratta di uno dei passaggi più importanti della circolare per il richiamo alle reti, tema centrale dell'art.
50 del dl semplificazione e sviluppo convertito con la legge n.
35 del 4 aprile 2012.
Articolo 50 che prevede, tra l'altro, un organico di rete anche per l'integrazione degli alunni con bisogni educativi speciali e la prevenzione della dispersione.Orientamento formativo e dispersione«La centralità del ruolo strategico attribuito all'orientamento nella lotta alla dispersione e all'insuccesso formativo non è da mettere in discussione» (www.istruzione.it/web/istruzione/dg-studente/orientamento).
All'orientamento dunque l'arduo compito di rimettere in moto l'ascensore sociale bloccatosi in corrispondenza del tratto più delicato e controverso del sistema scolastico, cioè il passaggio tra primo e secondo ciclo.
Con la perdita del carattere terminale della scuola media, oggi secondaria di primo grado, la transizione al biennio per troppi studenti consiste ancora in un salto nel buio.
Si calcola che più del 40% degli studenti del biennio rimpiangano la scelta della scuola superiore compiuta al termine della scuola media; almalurea parla del 46%.
Praticamente il doppio del tasso di rimpianto della scelta dell'università rilevato dall'Istat (il 22% alla triennale e il 28% alla quinquennale).
Un dato essenziale che lega a doppio filo cattivo orientamento e dispersione.
Di fatto la porzione di popolazione scolastica che rischia di non arrivare ad un titolo secondario superiore resta ben al di sopra delle quote europee.
Nonostante gli sforzi compiuti in Italia, come ricorda l'Eurostat, dove nel '92 eravamo al 37,5% di dispersione, nel 2010 siamo al 19,1%, su una media Ue del 14,8%, comunque ancora troppo lontani dal traguardo del 10% fissato per il raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020.
Il miur precisa che l'orientamento può fare la differenza sulla dispersione, a patto che ci si faccia carico della responsabilità formativa nei confronti degli studenti, a ogni livello di scolarizzazione, a partire dall'adozione di un «Pof orientante».


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