Dove sei:
Cagliari Valley, ecco l'isola ad alta tecnologia

La Repubblica - Affari Finanza (CATIA BARONE)

La Repubblica - Affari Finanza - CATIA BARONE

In tutta la fascia ad ovest della città una fitta serie di imprese hi-tech, da Internet alle biotecnologie.
Tutto cominciò con tre personaggi: il premio Nobel Carlo Rubbia che vi fondò il centro di ricerca Crs4, l'editore multimediale Nicola Grauso primo guru di Internet in Italia, e il fondatore di Tiscali, Renato Soru

Gli edifici dorati di Cagliari che scendono verso l'ampio Golfo degli Angeli e il riflesso della luce sulle bianche e scoscese mura di pietra del centro medioevale hanno affascinato negli anni intellettuali, artisti, medici e scienziati.
Ed è proprio in questa città idilliaca che una ventina di anni fa un gruppo ristretto di persone sognò ad occhi aperti il villaggio globale e iniziò a dare vita alla new economy sarda.
Nella storia della piccola ma vivace "silicon valley del Mediterraneo" passato e futuro sembrano fondersi, tanto che molti di quei giovani che hanno visto crescere internet ad un palmo di mano, oggi sono diventati imprenditori di successo con base a Cagliari.
Questa storia rivoluzionaria ebbe inizio nel centro di ricerca Crs4 fondato dal Premio Nobel Carlo Rubbia, per poi passare attraverso l'internet provider Video On Line dell'editore Nicola Grauso e consolidarsi con il colosso Tiscali di Renato Soru.
Fu davvero il primo capitolo di una grande sogno collettivo che portò alla creazione del primo sito web italiano (www.crs4.it) e di uno dei primi giornali on-line d'Europa: "Nel momento in cui mostrammo il prototipo de L'Unione Sarda sul web, l'editore Grauso ne fu folgorato tanto che, poco dopo, decise di fondare Video On Line, uno dei primi internet provider d'Italia" spiega Pietro Zanarini, direttore Ict del Crs4.
Quando Renato Soru decise poi di offrire l'accesso gratuito ad internet, molti capirono che Tiscali sarebbe diventata la "madre" di tutte le aziende.
La prima ad avere esplorato nuovi orizzonti e tracciato il sentiero delle telecomunicazioni.
Oggi Tiscali con i suoi mille dipendenti, 600 mila clienti broadband e con un fatturato di circa 207 milioni di euro (al 30 settembre 2010) continua a puntare sulla linfa vitale dell'innovazione: "Stiamo investendo nei tre settori del futuro: la rete di nuova generazione FTTH ( Fiber to the Home ), l'integrazione fisso mobile e i new media - spiega Luca Scano General Manager Tiscali -.
In particolare per quanto riguarda l'FTTH, abbiamo recentemente stretto un accordo strategico con un primario operatore cinese per la fornitura di tecnologia ed apparati con l'obiettivo di portare sull'isola la banda ultra larga fino a 100 mega, un'importate volano di sviluppo economico, occupazionale e sociale.
Questo comporterà la crescita di nuovi servizi per nuovi bisogni da far viaggiare in Rete e di conseguenza allo sviluppo di ulteriori professionalità e competenze".
E poi c'é Akhela del Gruppo Saras, un'impresa che sta investendo tanto sui servizi IT: sicurezza e continuità di business, gestione e automazione dei servizi infrastrutturali dei Data Center, business intelligence, servizi Hpc, integrazione e manutenzione del Software, progettazione e gestione di sistemi embedded complessi.
Da quando è stata fondata nel 2003, dopo una fusione per incorporazione, Akhela (che conta circa 250 dipendenti) è cresciuta da cinque milioni di euro di fatturato a circa 25 milioni, ha aperto delle altre sedi in Italia (Roma, Torino e Maranello) ed proprio l'anno scorso ha iniziato un percorso di internazionalizzazione.
«Siamo convinti che una delle prossime onde del mercato sarà l' High-performance computing - ne è convinto Piercarlo Ravasio, amministratore delegato Akhela -.
Basti pensare all'importanza delle simulazioni in ambito industriale e finanziario e a quanto possano fare risparmiare alle singole aziende.
Il modello del futuro sarà quindi quello delle utilities , ovvero sempre più potenza di calcolo on-demand e su questo stiamo investendo».
Nell'arco degli anni l'area cagliaritana è diventata una vera officina di sperimentazioni di idee dove i giovani sardi, dopo diverse esperienze all'estero, sono tornati per lavorare con le loro intuizioni.
Proprio come ha fatto Luca Filigheddu, l'attuale amministratore delegato di Abbeynet, la società fondata da Gianluca Dettori e specializzata in tecnologie VoIP.
Dopo aver seguito vari progetti, tra cui Sitofono, sta sperim e n t a n d o u n ' a l t r a idea: Twimbow è un social media dashboard , ovvero uno strumento che offre a chi usa di Twitter, per esempio, un monitoraggio in tempo reale delle parole chiave, degli utenti e le proprie liste, oltre alla normale gestione delle singole attività sul social network.
"Cagliari valley" è ricca di molte storie, anche quella di chi è riuscito a costruire una piccola azienda con i risparmi universitari come Fabrizio Cocco e la sua Softfobia, una Internet Business Solution Company specializzata in prodotti destinati al Web 2.0: "Volevo creare una società che mi avrebbe potuto dare la possibilità di lavorare nella mia terra ed ho subito pensato che il settore Internet potesse essere quello giusto.
Dieci anni fa eravamo solo in due, oggi siamo in venti.
Questo dimostra che a Cagliari si può fare impresa perché ci sono giovani cresciuti a pane e Internet, capaci di determinare il loro futuro esportando intelligenza: l'unico prodotto che non pesa per essere trasportato".
Le aziende nate diversi anni addietro hanno dovuto puntare sull'innovazione per restare sul mercato.
Imedia di Giulio Lai, fondata nel 1995, da spin off si è trasformata focalizzandosi sullo sviluppo di software.
Faticoni Spa, 45 dipendenti in tutto, passo' dalla commercializzazione della sua prima fotocopiatrice nel 1978 ad un business proiettato sull'ICT.
E poi ancora Metso Soluzioni (azienda IT specializzata nella creazione di software per sistemi destinati soprattutto all'e-governement), ed infine Tzente, cresciuta con l'obiettivo di realizzare un ecosistema di organizzazioni che collaborano a progetti di IT seguendo il modello dell'Open source.
Il fermento innovativo dei giovani cagliaritani aumenta durante l'università, quando basta un computer per sfidare la logica.
Ed è proprio in questi posti che nascono realtà come FlossLab, il primo spin off accademico specializzato in soluzioni su Software Open Source, fondato dieci anni fa e in grado di dare lavoro a 25 dipendenti.
Ma l'evoluzione tecnologica va a toccare i settori pù svariati.
Basti pensare alla start-up Porcovino.com che presto approderà sul mercato Giapponese: una bottega virtuale del Wine&Food MadeInItaly dove si raccontano i prodotti e le loro storie.
O come Hosteras, un'azienda di tour operator che ottimizza domanda e offerta utilizzando le tecnologie più innovative.
Fino al Crs4 che ha sviluppato iGeopix, un browser visuale interattivo per iPad e iPhone che permette di navigare tra le immagini geolocalizzate.
I settori vivi non mancano anche nella biotecnologia, un esempio è la bcs Biotech di Cagliari in grado sviluppare sistemi diagnostici e strumenti per il settore biomedicale esportandoli in tutto il mondo.
La piccola Silicon Valley cagliaritana oggi cammina con le sue gambe, ma è arrivato il momento di correre perchè l'innovazione tecnologica va sempre più veloce.

Foto: IL PARCO HI-TECH DI PULA


Foto: IL TEAM DI TZENTE


Foto: IL CAMPUS DI TISCALI



Download PDF

© Politecnico di Torino - Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino, ITALY
P.IVA/C.F.:00518460019