Finmeccanica tratta per gli aerei indianiI tempi sono quelli indiani, cioè lunghi. Ma la partita è enorme, perché in ballo c'è la più grossa fornitura di aerei militari degli ultimi vent'anni, un affare da almeno 7miliardi di euro. Gli sviluppi sembrano positivi e tra i dirigenti della Finmeccanica c'è un certo ottimismo sulla possibilità di riuscire a piazzare al governo indiano, che vuole sostituire 126 aerei da caccia (che potrebbero diventare anche 200), i Typhoon prodotti dal consorzio Eurofighter. Ieri da New Delhi è arrivata un'altra buona notizia: le offerte di Eurofighter e dell'unico altro concorrente rimasto in gara, la francese Dassault, sono state giudicate in linea con il «benchmark», l'idea di prezzo che si era fatta il governo indiano. Bisognerà battere i francesi, ma almeno, a questo punto, gli americani che puntavano a rientrare in ballo sembrano definitivamente fuori gioco. Nella preselezione il governo di Nuova Delhi aveva già bocciato l'FA-18 Super Hornet della Boeing e l'F-16 della Lockheed Martin, oltre al Gripen della svedese Saab e al nuovo Mig 35 russo. Nelle scorse settimane il Pentagono era tornato all'assalto con il nuovo F-35 Lightning II della Lockheed, contando sulla riapertura di una gara che sembra invece destinata a restare un affare europeo. Tra Dassault ed Eurofighter, sarà una battaglia per la sopravvivenza, senza esclusione di colpi. Con i tagli alla spesa pubblica e il ridimensionamento dei programmi nazionali di difesa, i 7 miliardi di euro della commessa indiana sono una delle poche garanzie sul futuro per i due costruttori di aerei da combattimento. Tanto più che il governo indiano, maggior acquirente di armamenti al mondo, potrebbe spingere la richiesta fino a 200 aerei. L'aggiudicazione avverrà solo tra qualche settimana: i prezzi offerti ieri dalle due compagnie per l'acquisto a fermo dei velivoli sono solo la base di partenza della trattativa. Vincerà chi saprà garantire il più basso costo operativo degli apparecchi nell'intero ciclo di vita, 40 anni, e nello stesso tempo sarà in grado di dare al governo di New Delhi il più alto ritorno dell'enorme investimento che si appresta a fare. A parte i primi 18 caccia che dovranno essere consegnati già assemblati entro 3 anni, la gara prevede che gli altri 108 apparecchi siano costruiti in India (si stimano 20 mila nuovi posti di lavoro) con il trasferimento delle relative tecnologie. L'«offset», cioè il ritorno, per le forze armate indiane dovrà essere di almeno il 50% dell'investimento. Per il gruppo Finmeccanica la vittoria della gara vale 2 miliardi di euro, e lavoro assicurato per anni su un progetto, quello del Typhoon, già ampiamente sfruttato. Il caccia è già in dotazione alle forze armate italiane, tedesche, britanniche, saudite e austriache, mentre il Rafale della Dassault ha come unico cliente il governo francese. La Finmeccanica sembra ottimista sull'esito della gara. Anche in questi mesi in Libia, dicono i vertici della società, il Typhoon ha mostrato superiorità operativa e maggior capacità di impiego. Ma la prima e l'ultima missione, quella che ha colpito il convoglio di Gheddafi, è stata eseguita da un Rafale. Non certo un caso, suggeriscono i diplomatici vicini alla trattativa.
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